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LA VOCE DI ATLANTIDE

Ed ecco mi presento… Sono Atlantide, entrata nella mitologia come isola ridente e pacifica, poi sprofondata a causa della degenerazione dei miei abitanti. Che tristezza!!  Mah, voglio raccontarvi comunque la mia storia…

Battezzata con il nome di Atlantide, sono stata governata da Poseidone, dio del mare e degli oceani. Ero un’isola molto ricca: basti pensare che dal mare fino al centro formavo una pianura fertilissima. Nel mezzo vi stava un monte, sulle cui vette abitava una bellissima ragazza dal nome, Celesia, rimasta orfana proprio in età da marito. Poseidone, preso da compassione la prese con sé. Quindi scavò tutt’intorno all’altura sulla quale dimorava la giovane Celesia, formando come dei cerchi concentrici, alternativamente di terra e di mare, ora più larghi, ora più stretti. Così il mio monte risultava inaccessibile agli uomini e Celesia poteva vivere tranquilla. Ero divenuta un’isola irraggiungibile perché ancora non c’erano le navi e la tecnica della navigazione era sconosciuta. Poseidone rese prosperosissima la mia terra facendovi zampillare fonti e facendovi crescere frutti di ogni qualità. Decise di allevarvi 5 coppie di gemelli e mi suddivise in 10 parti, ciascuna delle quali venne affidata ad uno dei 10 figli. Il vero capo era però il più anziano dei fratelli, a cui Poseidone mise il mio nome in versione maschile ovvero Atlante. La cosa non mi piacque molto ma dovetti accettarla!! Era Poseidone che primeggiava… La progenie di Atlante fu numerosa e gloriosa ed i successivi sovrani accumularono tantissime ricchezze. Io rimanevo un’isola del tutto autosufficiente. Producevo metalli in abbondanza ed in particolare argento, il secondo metallo più prezioso dopo l’oro. Gli abitanti iniziarono a costruire dei ponti che mi mettevano in contatto con l’isolotto attiguo costruito da Poseidone, che era divenuto sede dei sovrani. Avevo anche un’acropoli, al centro del quale era situato il tempio sacro dedicato a Poseidone e a Celesia, recintato da un muro prezioso in oro. Come ogni isola abbondavo di fonti d’acqua, sia fredde sia calde, pronte all’uso ed è per tale motivo che gli abitanti vi disposero attorno edifici, giardini e vi riempirono grandi e magnifiche vasche. La mia acqua defluiva poi verso il bosco sacro a Poseidone, creando una natura lussureggiante. Nelle zone più esterne vi stava il grande ippodromo, attorniato da edifici destinati all’alloggiamento del contingente dei lancieri ed ero protetta da un esercito. Il porto, un vero e proprio via vai di imbarcazioni e di genti che venivano da ogni parte del globo per commerciare. Numerosi erano i canali di irrigazione che sorgevano nella pianura che andava dal mare fino al mio centro e che la rendevano fertilissima. Dei dieci re ciascuno era libero di regnare a suo piacimento delle genti che desiderava; tra i vari sovrani c’era un patto di alleanza regolato dallo statuto di Poseidone. Proprio nel tempio di Poseidone, sull’acropoli, si radunavano i 10 sovrani ogni 5 – 6 mesi per prendere decisioni e per processare coloro che si erano mal comportati. I processi venivano svolti dopo la celebrazione di un rito in cui fondamentale era la presenza del ‘toro sacro’ addobbato con monili in argento, capote rosso con inserti e dettagli preziosi sempre d’argento. Ai sovrani era proibito farsi guerra tra di loro: vi doveva essere massima armonia e concordia e dovevano essere alleati per combattere contro il nemico comune. Mi dicevano che fossi come un paradiso terrestre, ma con il tempo vi fu la degenerazione dell’armonia. Iniziarono a non sopportarsi a vicenda, odiarsi, a guerreggiare e a rovinare tutta la mia natura rigogliosa. Il che non piacque a Zeus, il padre degli dei, che volle punire me invece che loro. Mi fece sprofondare negli abissi marini senza che nessun umano potesse più trovarmi. Provai a gridare e a cantare nei secoli e per millenni affinché ogni nave, umano, animale marino che si avvicinasse, potesse trovarmi e convincere Zeus a farmi riemergere. Da quel momento rimasi solo una leggenda…la mia voce ferma ad un suono del mare!

 

KAntoStory ft A.C.@Style

 

Fonte immagine:  GuruMed.org